di Luca Maria Diano
L’argomento è per me assai delicato da trattare.
No … non c’è nessun principe deposto beccato al mare dal paparazzo (battuta eh …)
Si dice “la Fotografia è la più vera delle bugie” e ne son sempre stato convinto,
anche se la fotografia nasce da qualcosa di realmente accaduto e istantaneamente catturato dal Vero.
A riguardo ho cercato spunti di riflessione che mi permetto di digerire in queste umili considerazioni,
e ve ne rendo partecipi come in una chiacchierata al bar ...
La domanda è semplice: la Fotografia può rappresentare fedelmente la realtà ?
La risposta è altrettanto semplice: No.
Fine della chiacchierata ? … ordino il dolce per tutti…
… arrivato il dolce, mi arrovello le meningi nel capire il perché la Fotografia non può rappresentare
oggettivamente e fedelmente il reale.
Gli elementi da valutare sono diversi, alcuni evidenti, altri meno.
Il motivo più evidente è il comprimere nelle due dimensioni della stampa o del monitor,quel che nel reale è tridimensionale.
Quindi, quando fotografiamo una stanza, un palazzo, una strada, come facciamo a dar l’idea della terza
dimensione?Ci affidiamo ad un espediente che abbiamo in dote dalla pittura degli ultimi 500 anni:
la prospettiva.
Utilizziamo le linee della stanza, del palazzo, della strada, per creare quell’illusione di profondità che serve
al nostro occhio, al nostro cervello, per elaborare una immagine equivalente con riferimento alla
tridimensionalità dell’oggetto fotografato nel reale.
Va da se che il processo di interpretazione che esegue il cervello, alla visione di una Fotografia, è legata
a doppio nodo con il proprio vissuto, con le immagini immagazzinate, con la personale sfera emozionale.
Da qui parte il motivo meno evidente, ma altrettanto influente, del perché la Fotografia non può rappresentare
fedelmente la realtà.
Ogni individuo ha la sua personale percezione del reale e capacità di elaborazione delle situazioni percepite
nel mondo.
Ciò incide notevolmente nella creazione della Fotografia, al punto che due persone dotate della stessa
atrezzatura fotografica, nella medesima situazione ambientale, fotograferanno diversamente lo stesso soggetto.
In questo momento la Fotografia perde ulteriormente la caratteristica di documento Oggettivo, diventando
senza dubbio una interpretazione soggettiva e unica del percepire il mondo da parte del Fotografo.
Bene, il dolce è buono e sta per finire.
Sull’argomento ci sarebbe ancora molto da scrivere, ma non è ora il momento.
... e mentre sposto la sedia dal tavolino, un tarlo si insinua tra i miei due neuroni appesantiti:
ho scritto “interpretazione soggettiva”.
L’ interpretazione della fotografia, se è soggettiva, lo è sia da parte del Fotografo che da parte dello
spettatore, che esegue una fase di critica alla stessa …
Ne parliamo al prossimo caffè …
… offro io.
Salute
Luca Maria Diano
